La città malata

Luci accese alle finestre, lampade

votive, che al silenzio soccorrono;

pietose sono, e tristi simulacri

di vita che all’oscurità resistono.

Quella vita precaria segnalano

dentro le case mesta e ammutolita.

Nel declinante giorno dell’umanità

preghiere alla notte sussurrano

le mille voci che dai comignoli

evaporano e si sfilacciano

sul volto della luna assorta altrove,

errante e gelida dea che del nostro

patir non curi, tu che ci vedesti

nascere un giorno e adesso morire.

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