La follia è tutta nella tecnocrazia profetizzata da alcuni, tra cui Bakunin, che lo disse chiaramente: la pretesa di vivere come bios, somma di apparati sani di organi; come entità fisiologicamente sane. Cosa non è razionale in ciò? Non è corretto vivere sani ecc.? Non è corretta e non è sana la pretesa di far vivere solo a queste condizioni le persone, innalzando dei valori strumentali a finalità. La finalità del vivere è la felicità data dalla vita seconda natura, natura che è razionale e sociale, a cui occorre la dimensione della libertà individuale per esplicitarsi. Senza avere questo fine in mente il resto è di valore simile allo sterco o poco più. Vivere per mero funzionamento corretto della fisiologia è vegetare o al massimo sussistere come animali in gabbia. Della nostra libertà se ne fa un detrito e lo si getta e al Potere nulla interessa: ad esso importa che noi funzioniamo, siamo efficaci, facciamo cose, non la dimensione dell’esistenza, dell’essere. Non siamo trattati come finì, bensì come mezzi. Siamo ben al di sotto della democrazia: siamo al di sotto di tutto, anzi! Ma ciò che è peggio, ancora più folle, è la pretesa di poter vivere, far vivere così, facendo credere che non ci sia la morte, ovvero inducendo a credere che seguendo le loro direttive non ci sia tale possibilità o sia assai remota, e usando anche la morte stessa come un mezzo per spaventare e far obbedire i sudditi-animali.
Vi sbagliate di grosso: la morte non è un mezzo: semmai è la fine, la fine relativa ad ogni esistenza individuale almeno su questo penoso piano di schiavitù; e siccome è parte necessaria della vita mortale, perché noi siamo mortali, estensivamente anche la vita è un fine, e non efficienza, funzione, mezzo di produzione a cui è stato sottomesso tutto il pianeta e le entità toccate o pensate dagli umani ridotti a pensiero calcolante. La foresta mon è legname, ma vita; non è ostacolo da abbattere inutile per la produzione di carne di manzo. Questa è la follia. E noi rinunciamo alla vita libera da accezioni e declinazioni aberranti per seguire discorsi pazzi di pazzi che sembrano razionali e scientifici. Noi non siamo polmoni e fegato sani; non siamo piedi e gambe che deambulano; non siamo aggregati e sommatorie di organi e relativa fisiologia.
Non siamo pazienti da studiare, ma vita noi stessi!
