Enkráteia, sôtêria e metánoia

“Autodominio”, “salvezza” e “pentimento” (‘enkráteia’, ‘sôtêria’ e ‘metánoia’): le religioni di origine orientale, dal culto di Cibele in Asia Minore (Turchia) a quello di Mitra (Persia) passando per quello di Iside (Egitto), senza dimenticare i misteri orfici, sono spirituali e non di carattere civile ed estetico come quelle pagane, che non avevano una vera e propria teologia di sostegno e giustificazione, se non la narrazione del mito lasciata ai poeti e alquanto criticata dai filosofi. Religioni di identificazione con il dio, di purificazione e salvezza personale, della propria anima, dopo la morte, e la credenza nella sua immortalità, son diverse anche sotto questo aspetto dalle pagane, che non consideravano l’anima e la sua esistenza post mortem come questione cogente.

Grandi racconti, storie e narrativa sterminata e poetata, vaticinata e auspicata quella classica, talvolta bizzarra e divertente, lascia a poco a poco lo spazio a quella cristiana nelle nostre latitudini, e attrae il pensiero filosofico per il suo carattere irrazionale.

Oggi abbiamo un piccolo dio pernicioso e invisibile che s’impossessa di noi, e sceglie chi condurre nell’aldilà o no. Ha chiesto tante vite umane come tributo. E quindi per cotanto dio cotali sacerdoti che celebrano squallidissime messe noiose, senza paramento sacro, che fanno discorsi più o meno retorici e banali fino alla volgarità delle espressioni che strisciano pancia per terra, pur senza essere “parolacce” vere e proprie. Questi sacerdoti ci invitano all’astensione dal contatto con altri (autodominio e ascetismo) per garantirci la salvezza (soteriologia), e al pentimento mascherato, segno visibile del volto cancellato e rifatto nuovo e della fratellanza gemellare imbavagliata di tutti, figli di uno stesso dio-padre.

L’uomo nuovo è il senza volto, il salvato, senza contatti carnali, senza amici, solo, uno o ’monos’ (monaco), povero e abbandonato nelle mani del padre spirituale, che parla lui dalla tv e lo riassicura sul da farsi e sul suo orizzonte salvifico.

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