Su Galimberti Umberto

Ho seguito a lungo e con interesse il filosofo e psicologo Umberto Galimberti. Ho letto molti suoi lavori e ascoltato conferenze. Ora, sin da ragazzino mi interesso di filosofia, e nel contempo ho studiato molte cose, decenni di vita, con letteratura (poesia), psicologia, tanti tanti anni, e fisica, matematica e logica formale, e addirittura ontologia formale, una brutta bestia. Non sono i tre più due anni, se non aggiungi uno zero. Di un pezzo di carta me ne rido parecchio. Cinque anni bastano solo per capire cosa stai cercando di capire. La mia specialità cartacea è economia politica, quella manuale musica (perché muovo le dita su uno strumento). Il lavoro che faccio è il fantasma, in poche parole. Non aggiungo altro.

Ora, Galimberti, la tecnica è sempre esistita, perché attività conoscitiva mediante manipolazione e strumentalizzazione del mondo. Attività necessaria a cibarsi, da quando non raccogliamo più le mele sugli alberi nei giardini di Dio.

Questo disperarsi per la tecnica che tecnicizza tutto, e la perdita dei fini nell’intrico dei mezzi ecc. vuol dire poco o niente. Ancora adesso occorrono pochi anni relativamente per avere una certa e sufficente cultura generale unita ad una specifica che ci permetterà di campare. In una ventina d’anni sappiamo abbastanza per orientarci nel mondo ed essere medici o fisici. Economia politica sta tutta in un testo di 700 pagine (certo, occorre saper leggere e scrivere e conoscenze matematiche, soprattutto). Non è che proprio non si capisca niente al punto di disperarsi. Volendo essere attenti e intelligenti, si capisce anche qualcosa di questo virus che ha incasinato la vita di tutti. A parte tutto ciò, non è necessario conoscere nel dettaglio tutto per essere felici e cavarsela: la tecnologia cibernetica e informatica l’abbiamo imparata in parte a scuola, e in moltissima parte per i fatti nostri (disastri a parte). Anche secoli fa c’erano specializzazioni lavorative (costruire una ruota, fare una bottiglia, una corda, il salame ecc.) di cui solo gli addetti ai lavori sapevano qualcosa. Dove sarebbe il problema? Il problema reale è l’aver abbandonato la trascendenza, la ricerca del fine del tutto, l’unica cosa che spiega questo tutto e tutto il resto, l’Assoluto, per perderci in mille occupazioni, lasciando stare idee metafisiche, che però sono le sole che danno il senso del Tutto, appunto perché fuori dalle cose. Occorre un metamondo per comprendere il Mondo, così come un metatesto per comprendere un testo.

Torniamo a fare filosofia, tutto qui, senza perderci nel dettagli delle attività umane.

25 pensieri riguardo “Su Galimberti Umberto

  1. “Il problema reale è l’aver abbandonato la trascendenza, la ricerca del fine del tutto, l’unica cosa che spiega questo tutto e tutto il resto, l’Assoluto, per perderci in mille occupazioni, lasciando stare idee metafisiche, che però sono le sole che danno il senso del Tutto, appunto perché fuori dalle cose. Occorre un metamondo per comprendere il Mondo, così come un metatesto per comprendere un testo.”

    Incornicerei.

  2. L’indagine sul metamondo (quindi sull’assoluto e sulla trascendenza) trova nella poesia un grande mezzo di ricerca, ovvero: in certa poesia, simile al sogno… Se l’inconscio, da cui nascono i sogni, si trovasse a cavallo fra mondo e metamondo, nell’intersezione forse, lasciarlo parlare e scrivere condurrebbe nella direzione giusta: è ciò che tento — tradurre i sogni in versi. La poesia può rivelare, al suo interno, l’immanente e il trascendente, allo stesso tempo: se hai letto, ho scritto una poesia recente dal titolo Sulla poesia, che è la mia dichiarazione ufficiale in materia.

    Scusa per questo minipapiro… e, di nuovo, anche per prima (non dico cosa avessi capito per sbaglio, è una barzelletta e mi sotterro da sola per la vergogna).

    🙂

  3. Ahahahahahahahah! Sì. Ci ho messo un po’… ma ci sono arrivata. Mi chiedevo cosa ci azzeccasse, sulle prime. Sulle seconde, ho capito tutto e mi sono nascosta in un cantuccio buio. Ahahahahahahaha! Rido e piango… allo stesso tempo. Ahahahahahah…. anzi: argh! XDXDXD

  4. No, no… sono associazioni mentali normali che vengono dalla frequenza di mondi consueti. Abbiamo solo bisogno di riflettere di più, anziché disperarci; poi di dare uno sguardo altrove, e confortarci. Forse abbiamo bisogno di amare, per resistere meglio quaggiù. Ma non è in nostro potere riceverlo.

  5. Per mia fortuna e sventura – allo stesso tempo. Trovo sia stata d’una comicità ineguagliabile la mia faccia perplessa, immobile, prima di capire quale Calvino. Poi, mi sono congelata ancora di più. Google sarebbe mio amico, in altri casi, prima di commentare a sproposito. Inoltre, mio padre dovrebbe avere in casa L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, quindi sono molto più colpevole di quanto pensi. Ho riso così tanto, comunque, per la mia figuraccia colossale, che mi sono seppellita da sola, quasi letteralmente. Alla fine, dopo un’infinità, ho compreso!

    Scherzi a parte, ammetto la mia ignoranza. Per un po’, dopo essermi resa conto, non ho osato commentare in risposta perché temevo te la fossi presa – quel rettificare. Come essere umano sono… accettabile, ecco: non una santa, non un mostro, non con la conoscenza infusa: cerco comunque d’imparare, nei miei limiti, senza presunzione.

    Ti ringrazio, di nuovo, per l’apprezzamento di Sulla poesia.

  6. Mi è molto piaciuto questo post per una serie di motivi che a te possono ovviamente non dire nulla. Mi pare di ritrovarmi in molte delle cose che sostieni, parlo in merito al percorso che si è avuto e della ricerca che si è fatto (o tentato di fare). Anche io suono uno strumento e ho una laurea che non è filosofia anche se in realtà il suo studio è ancora la mia segreta ambizione. Infine anche io ho seguito il buon Umberto. Per un po’. Se mai tu non l’avessi fatto (cosa che dubito) ti accorgerai che è terribilmente ripetitivo. Dice esattamente le stesse cose su qualsiasi argomento intenda trattare. Ma proprio le stesse. Compresi gli esempi. E tralascio per carità di patria le accuse di plagio e i dazi che questa cosa gli hanno imposto. Insomma ho preso le distanze da lui da un bel pezzo. Perchè dico tutto ciò? perchè la questione della tecnica che tu sollevi non è, ovviamente, farina del suo sacco. Ci sono grandissimi filosofi che da quasi un secolo l’hanno messa al centro della speculazione filosofica. Lo stesso Heidegger, l’esistenzialista degli esistenzialisti, pur declamando la “differenza ontologica” tra essere ed ente, si pone la domanda circa l’essenza della tecnica moderna, rintracciando la sua origine nella mentalità metafisica, che riduce tutto al livello dell’oggettività misurabile e pianificabile, a partire dalla sua impiegabilità concreta. La tecnica diviene in altre parole l’aletheia greca, nel senso che l’uomo di oggi esperisce la verità dell’Essere sotto forma di tecnica. Vabbè, scusa se ti ho annoiato.

  7. No, tranquilla. Siamo umani, e ciò la dice tutta. Ho capito subito che avevi i inteso l’Italo dei Calvino, però, con umiltà, mi sono detto: “Guarda, Sabrino, magari è protestante e ne sa più di te. Non può essere che abbia inteso Italo Calvino…” 🤗🤗🤗 Resti una poetessa geniale. Ed una brava e dolce ragazza. Almeno cerchi ci capire. Ultimamente ho avuto problemi anche per cose molto più banali. Rimozioni dagli amici ecc. Poi mi sono reso conto che esistono le malattie mentali.

  8. Mi accorgo ora del tuo commento (non avevo ricevuto una notifica da WordPress, dispettoso o non proprio efficientissimo). Concordo su tutto ciò che hai espresso. Rilievo che ebbi l’opportunità di fare e noto con piacere che altri ne sono consapevoli. Verissimo. E ascoltare lezioni dalla cattedra relativi a temi e personaggi che hai citato, aggiungendo Günther Anders, un tipo sui generis che mi piacque assai, è quantomeno noioso o, al limite, un ripasso per studenti o un a introduzione ad un discorso lunghissimo.
    Per quanto mi concerne, ho anche altri interessi, che variano dalla Letteratura ad argomenti prettamente scientifici, oltre al fatto che è da tutta la vita che studio musica e suono anche con altri cose un po’ fuori dalle righe. La Musica costituisce una fetta enorme del mio tempo, tra esecuzioni di partiture classiche, che amo, e pensare alle mie, oltre all’ascolto. Ed è un piacere immenso, e credo anche che faccia molto bene al cerebro, a quanto dicono i neuroscienziati. Come ben saprai, quella materia, la Musica, è davvero la più difficile, secondo me, e non c’è termine. Sì, va bene, conservatorio e scuole sin dall’infanzia, ma sempre inadeguato mi sento. In generale, imparo sempre e non disdegno niente, come diceva Lucrezio e Aristotele.
    Galimberti è un po’ troppo mediatico, forse, e non andrei da lui ad ascoltare lezioni, anche se è buon comunicatore. Ci sono, o c’erano, ottimi filosofi quasi anonimi che studiano da tutta la vita Platone o Aristotele, e magari ascolterei loro, anche se quelli davvero bravi se ne sono andati al Campi Elisi. Tuttavia, ho trovato spunti interessantissimi da altre discipline, che possono fare luce su tematiche filosofiche da altri punti di vista. E d’altro canto, filosofia rettamente intesa è davvero occuparsi di tutto criticamente, e certamente riflessione che cerca comprensione o stimoli alla ricerca ulteriore. Definirla precisamente è arduo, se non attività conoscitiva (come la matematica) generale. Forse avremmo bisogno anche oggi di qualcosa di così ampio, e che ci faccia dare uno sguardo oltre a ciò che facciamo di mestiere o di cui siamo specialisti. Ad ogni modo, la tecnica è legata alla scienza e viceversa, ed entrambe alla matematica, e questa è atemporale e oggettiva, pur essendo invenzione e atto razionale. Un mio amico fisico e matematico disse un giorno che era divina… Non ha torto. Quindi possiamo affermare che il mito di Prometeo abbia parecchio senso. E Platone, laddove parla di Teuth e del Faraone, non campa per aria il discorso. Il mito e la Poesia sono nutrici antiche della Filosofia.
    Tutto ciò è bello. Lo studio e l’attività razionale sono davvero grande cosa, e fonte di felicità come disse Aristotele.
    Un saluto.

  9. Ciao — anche oggi. 😀

    Se ti va, puoi spiegarmi meglio ciò che intendi (sull’ultima frase). Anche via mail, se preferisci. Un sorriso, sperando ti giunga la notifica (anche a me non arriva sempre, inoltre molti miei commenti, da 2-3 giorni, vanno nello spam altrui, quindi incrocio le dita).

  10. Ciao. Arrivo, tra un Hendrix nelle orecchie, Averroè sotto gli occhi. Spero di aver capito cosa chiedi (sono sveglio dalle 4.30 am).

  11. Averroè! ❤

    Anch'io mi sveglio… presto presto, nel senso che mi alzo nel bel mezzo della notte (insonnia).

    Se non hai capito, comunque… te lo spiego (magari via mail, se ti va, senza che tu sia obbligato, eh).

  12. Nulla di che, solo incomprensioni senza senso, e atteggiamenti ovvero forme di relazione e comunicazione inadeguate che mi lasciavano pensare parecchio. Poi capii che c’erano disturbi psichici gravi sottostanti, di cui ero anche ero stato anche avvisato, dalla paranoia a quello borderline. Se in a persona senza motivo cambia di atteggiamento c’è da farsi domande. Reazioni fuori luogo od eccessive fanno suonare l’allarme.

  13. Capisco. Secondo me bisogna non avere pregiudizi verso chi soffre dei “disturbi della mente”: alcuni sono palesemente scompensati, i più gravi, sì… ma ciò non ha nulla a che vedere con rispetto ed educazione (se presenti nei soggetti, beninteso). Oltre a ciò, c’è da dire che sono tanti, più di quanti lo siano ufficialmente.

  14. Esatto, nessun pregiudizio, ma non voglio essere eccessivamente esposto a loro: è pesante relazionarsi con tali individui.

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