Sulla comunicazione

Questi tuffi estatici nella matematica… un linguaggio così preciso, che non lascia dubbi e mette tutti d’accordo (a parte i media coi loro esperti cne riescono a sparare cifre calcolate chissà come o considerando il diavolo saprà quali dati!), anche chi di solito ha da ridire su tutto, come auspicava Leibnitz. Una volta era così, per me lo è ancora: i filosofi antichi discutevano tutto ma si accordavano con la matematica. Praticamente, la stessa cosa avviene con la musica (che è, infatti, disciplina matematica, una dell’antico quadrivio, addome ad aritmetica, geometria e astronomia), perché lo spartito ti dice quale ritmo adottare (4/4, 3/4, 5/8, ecc.) e tempo (andante, allegro, vivace ecc.), e quale durata delle note e delle pause (1/4, 2/4 ecc., per le quali si adoperano nomi diversi ma identici nel significato). Il casino inizia con linguaggio quotidiano, perché ricco di connotazioni, le quali vanno a ricadere nelle denotazioni colorandole di significati individuali o caratteristici, o l’eccesso di estensione; e poi l’ignoranza della propria lingua, del termini usati, declinazioni, coniugazioni, sintassi ecc. fa esplodere problemi enormi di comunicazione. In aggiunta, soprattutto, cosa non rilevata normalmente, perché praticamente inconscia, vi è ciò che compromette la comunicazione, anche fra persone colte: il livello di emotività espresso nel parlare, che si manifesta nella comunicazione sia verbale che non verbale, con espressioni facciali rabbiose o infastidite, occhiate di traverso, toni alti di voce, loquela prolissa, eccessiva, virulenta, patetica, confusa, corpi tesi e minaccioso nelle posture… Emozioni negative, che NON SONO NATURALI, sono le scorie del centro emozionale e sono imitazione di quelle degli adulti, apprese, NON SPONTANEE, perché non esiste un centro emozionale negativo. Quando sei irritato o negativo stai solo rivelando quanto sterco c’è nella tua testa ed esprimendo un verme che sei tu. Poi parliamo pure di clinica o stati-limite (borderline) o ciò che vogliamo: è veleno psichico che avvelena tutto il mondo e soprattutto chi ti sta accanto.

Altro discorso da studiare sarebbe la paranoia che affolla i social network: stendo una coltre pietosa sopra.

Finito il discorso, aspetto il drummer per suonare.

Vale!

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