Sgusciato sono appena con un urlo
dalla matrice naturale ed ecco:
pianger è d’uopo, e chissà come mai
quella luce che la prima ferita
infligge non mi arreca alcun sorriso.
Memoria del ritorno eterno che
piega le ali de l’esistenza umana
verso la greve terra, stornandola
dal fuoco eletto che incendia i beati
in Ciel, mentre la cera scioglie le mie
e percuotere il suolo duro risento?
Nato non fui per viver come bruto,
ma qui per imparare, lunga arte,
apprendo mentre da bestia mi vivo?
La densa caligine mi involve, erro,
e non so più cosa e perché sapere
dovrebbe giovarmi, e il tempo viene
e s’avanza ancora la sua offesa
che nessun potere può respingere.
