Il Conte

E fu quel desiderio di comprendere,

forse, un mondo chiuso da alta siepe

che ti fece cercare le carte, onde

ottenebrata ne avesti la vista,

ma allumata la mente di saggezza,

e che delle cognizioni scientifiche

anche rifulse, seppur pochi il sanno,

ché canti di amaro viver d’amore,

di esistenziali dubbi e osservazioni

e, infine, disincantato sguardo

ti ascrivono e gettano sulla gobba

che certo non ti rese più attraente

agli occhi delle ragazze in fiore,

come te, che presto piegava al suolo

i suoi tristi petali di giovane

uomo, nato in un tempo non adatto,

e in luogo impermeabile a influssi

del resto del mondo a te negato.

Abbi pace e possa una ginestra

nascere dalle tue spoglie, Giacomo.

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