Dardi morbosi funestano l’aere,
grande scompiglio e morte fra la gente
seco menando; chi giammai si pente
e chi è giusto fra le malvagie schiere
all’Ade, per starvi infinite ere,
se ne va mesto e col proprio niente
e in Lete perdono la loro mente
vagando per le eterne infere sere.
Tra di esse perse la strada un bambino
che la madre iva chiamando e cercando
e pianto e lamenti da se molti traeva;
finché da lungi apparve un lumino,
una donna che chiese cosa e quando,
e alla fine, vivo, in braccio lo leva.
E lietamente rideva
e gli disse: <<Sono io, la tua mamma,
stai tranquillo, e andiamo a nanna>>.

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