Chissà dove sei

Chissà dove sei, e quale terra preme

il tuo piede e un sorriso diffonde

la tua figura nel cielo e tra le onde.

L’erba tenera ti accoglie e freme

e fior e farfalla la tua beltà teme

vergognandosi; e ne hanno ben donde,

ché grazia con bellezza in te si fonde

e non temo le mie rime sian blasfeme,

perché la verità è rendere giustizia

a ciò che è, e negare il non essere

di quanto non è e vero non accoglie.

Intanto vivo lento con mestizia

e vorrei al mio fato dire e ribattere,

e attendo tempo che il destino scioglie.

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