Verità e realtà

Verità non dice realtà. È vero che 100 euro siano cento euro, come è vero che A sia A e A non sia non-A, e che parimenti non-A sia non-A. Ma se quella somma non esiste, allora non è reale. Se nego l’antecedente, e quindi affermo che esiste, allora dico che è reale. Quindi è falso che non esiste, perciò esiste, ed è falso che non sia reale, perciò lo è. Abbiamo quindi una forma valida di argomentazione, perché se in una implicazione materiale entrambi i termini sono falsi l’argomento è valido. La forma è corretta. Ciò non significa che sia vera.

Tutti gli uomini sono mortali; Socrate è un gatto; Socrate non è mortale.

Sembra aver senso logico… e invece no. Una fallacia di inclusione/divisione lo invalida: perché gli uomini fanno parte del genere animale, sono una specie, e così anche il gatto, quindi è mortale anche lui. Ma senza fare tanta strada, basta notare che il termine medio non è presente nella premessa minore del sillogismo e quindi non è valido formalmente. Come quando si fa due più due e si vede subito quale sarà sinteticamente il risultato.

Tutto ciò è vero. Ma le inferenze devono attestare una situazione reale. Tutta la nostra conoscenza si basa sui sensi, e nulla sta nell’intelletto che da essa non provenga. Essere è percezione.

Guardiamo dall’altra parte, più difficile. In sé e per sé la cosa è più vera che per noi, ma è meno nota. Questo essere più vera dice che è più reale. Quindi le cose si complicano, perché ciò che è meno noto o ignoto per noi, come fa ad essere reale più della realtà che è più nota? L’essere è percezione, e se l’essere è la realtà, allora la percezione è reale. Ma se la realtà che non percepisco è più reale di quella percepita? E se quella realtà non percepita è pensata, allora il pensiero è reale, oltre che vero. E quindi la realtà sensoriale e data dalla percezione non è reale, e se non è reale, allora è difficile che possa essere vera. Così che ciò che appare reale e vero può non esserlo, e viceversa.

E questo è ciò che è confermato dalle proposizioni, esiziali per le nostre credenze, della meccanica quantistica. Non abbiamo più la certezza della realtà e della verità perché è stato violato il principio di non contraddizione , e la cosa è estremamente imbarazzante adesso per tutti. È vero che, però, ci dice che il Tutto è maggiore della parte: e se il Tutto è tutta la realtà e la verità, noi non possiamo conoscerla. Ma andiamo avanti lo stesso, certo, come talpe, eppure ci si muove.

2 pensieri riguardo “Verità e realtà

  1. Bellissimo post, è proprio così non sono verità o realtà, ma punti di vista e per questo tutti opinabili!
    Buona giornata!

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