I media snocciolano cifre e fanno contabilità, senza sapere esattamente di cosa parlano e contano: loro sono specializzati in discorsi stereotipati e infarciti di retorica stilizzata per il formato sintattico-semantico della stampa. Giustapposizione, paratassi e cronaca. Non il massimo della riflessione, ma efficace nella narrazione. Si parla, si dice…
Parlano di ciò di cui a loro non importa assolutamente niente. Devono scrivere il “pezzo” e deve fare vendere la notizia.
Altrettanto fanno i discorsi dei politici: sono semplicemente discorsi. Non c’è altro dietro, se non vendere promesse e acquistare voti. Il virus descrive la pendenza della curva sul grafico delle transazioni di entrambi. È questione di tangenti… geometriche e trigonometriche e magari anche di altro tipo.
Questo animaletto viene usato per scopi politici, economici, sanitari, sociali. Non deve essere negato, ma visto in ogni sua relazione. Occorre un’ecdotica del virus, una ermeneutica, un’esegesi, ossia una riflessione filosofica, e trattamento logico stretto, formale. È ovvio che la profilassi e la cura medica è elettiva e cogente: ma questo è affare medico e specialistico, nonostante la grande oscurità e confusione che hanno creato le maldestre sinergie mediatico-sanitarie: un guazzabuglio di dichiarazioni e spiegazioni al limite della schizofrenia. Risultato di tutto ciò, evidente e sicuro: una crisi economica da cui usciremo solo con un conflitto mondiale che sistemerà tutto, anche il virus, perché non ci sarà più nessuno da infettare.
Gli esseri umani sono degli incasinati. Sono animali rimbambiti. Per questo motivo anticamente si tiravano in ballo gli dei, che recavano ancora più sconquasso, e poi agivano di autorità e facevano morire chi doveva e la questione era risolta. Questo già è palese nella vessata questione del Diluvio universale, argomento che risalirebbe a ben prima delle storie bibliche.
Noi non sappiamo cosa fare, come comportarci, e ogni volta che parliamo o agiamo sono offese e ferite. Dovremmo imparare a pensare e stare zitti o evitare proprio il contatto deleterio col prossimo, vietato a chi è troppo stupido. Praticamente a tutti. Animali sociali un corno: asociali perfettamente, e sociali per potere replicare naturalmente l’asocialità di fondo, di cui il nostro Ego senza misura è testimone e prova.
Che fare, allora, chiedo senza salire su un carroarmato e arringare nessuno? Domanda pienamente retorica. Niente. Ad ognuno è come crede. Sarebbe bello riflettere di più prima di fiatare. Ma non ce la facciamo. Si potrebbe fare altro col fiato, musica, per esempio, o trattenerlo per una decina di minuti e risolvere a fondo il problema. Si potrebbe fare anche altro, più che col fiato con l’organo che lo emette, sicuramente molto più piacevole. Sono consigli… Invece parliamo, spesso a vanvera e sempre per un nostro interesse personale o per rovinare qualcuno, e perché c’è la bocca. Raramente e con meravigliosa accoglienza avviene diversamente.
Data questa nostra tendenza, mi verrebbe da dire che nascere è una disgrazia per tutti, ma pare lo dichiarassero già Omero, Mimnermo e non pochi altri, e soprattutto Buddha. D’altronde, quando non hai chiesto di essere invitato ad una festa orrenda e noiosa, scialba e funesta, con fine esiziale, che cosa vorresti dire?
