Analisi della conoscenza analitica

Pensare che gli schemi che abbiamo in mente siano una Tac della realtà, una schermografia coi raggi X, significa essere andati troppo oltre nell’analisi, e ritrovarsi con delle ossa, un cadavere della vita. La realtà è anche superfici e non solo profondità.

La sostanza non è sotto le cose, perché per noi è apparenza, che però è tutto ciò che abbiamo. Oltre a ciò, il sospetto che sotto l’apparenza ci sia altro. Ma se vado oltre l’apparenza di un dipinto, di un volto, di una statua e della sua forma, trovo una tela, carne e nervi, del marmo. Ho distrutto la bellezza, che se è apparenza, allora la sostanza della bellezza cosa è? L’idea di bellezza sfugge e dilegua nello scavo dell’oggetto, o nelle sue parti. Un pezzo di un bel volto si stenta a considerarlo bellezza. Così scavando nelle cose, perché si danno per scontati i fenomeni, ci ritroviamo con una sostanza sempre più vaga e sfuggente. Una apparenza quantistica che sarebbe la realtà più profonda delle cose; ma è una realtà che non sappiamo nemmeno che senso abbia, perché non è più rilevabile sensibilmente.

L’estetica è sensazione, è esteriorità totale, e la profondità della Bellezza e nella forma totale e apparente. Apparenza non è illusione, ma ciò che colpisce esteticamente la nostra presenza totale. La comprensione di una frase è nella sua completezza, e di un discorso nei suoi argomenti, fatti di periodi e proposizioni. Ma come una statua di un uomo non è la mano o un piede, e nemmeno una molecola o un atomo, così nemmeno un gatto è una coda o un baffo. La parte richiama il tutto, la metonimia e la sineddochè hanno senso come rinvio al tutto della cosa o del concetto. E la comprensione significa la presenza di ogni elemento di una struttura presente e compresente, che assieme fanno la cosa avente senso compiuto e compreso. Che l’acqua sia H2O sono contento, perché è acqua, ma l’importante è che mi disseti e faccia crescere alberi e piante ecc.

Volendo sapere troppo ci si ritrova con fantasmi inanzi, e alla fine veniamo a sapere che le cose sono praticamente vuote. Svuotate di se stesse, rese evanescenti.

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