Sono una manciata di terra soffiata? Tutto qui?
<<Anche io!>> disse il Golem.
<<E tu chi sei? Non ero io solo l’Uomo? Sbaglio?>>
<<Io non sono un uomo: io sono di terra ma sono un automa; sono il robot di Dio.>>
<<Ah! Che bello! Frankenstein, come stai?>>
<<Cos’è Frankenstein?>>
È vero. Come mi è venuto in mente? Mah! È il soffio che ho dentro.
<<Senti, Golem, mi fai due calcoli che devo fare la spesa in Paradiso?>>
<<Ascolta, piccoletto, tra poco avrai una moglie, Eva: andrà a fare la spesa. Ci penserà lei. Stai tranquillo.>>
Una moglie? Cos’è? Una donna? O mio Dio!!!
<<Eccomi! Che c’è?>>
<<Cos’è una donna?>>
<<Chi te l’ha detto?>>
<<Il Golem…>>
<<Eh vaffangolem…! Vieni qui, chiacchierone capoccione argilloso!>>
<<Eccomi, Signore!>>
<<Se parli ancora, ti tappo la bocca con la creta e ti tramuto in anfora!>>
<<No, scusa, Dio, ma quello mi stava chiedendo di fare i calcoli per la spesa…!>>
<<Adamo! Vieni qui!>>
<<Eccomi, Elohim!>>
<<Adesso ti insegno a fare i calcoli: girati un po’, di schiena. Prendi uno, due, tre, quattro…>>
<<Basta, basta! Ho capito: questa è la Matematica? Adesso so perché sta sullo stomaco a tanti!>>
<<Bene. Se ne vuoi ancora, vai dal Golem che vi metto a posto tutti e due. E mettiti questo impacco d’argilla sul culo, ignorante!>> disse il Signore.
