Il Nulla e l’Essere e la follia

Negare ciò che non si conosce è impossibile. Non puoi negare ciò che è nulla per te. Quindi è sempre l’essere che incontra il nulla come negazione, in generale. Non per tanto ciò che è diventa nulla, per quanto lo si neghi. La menzongna è tale che nega ciò che è non potendo davvero farlo. Per questo divide la coscienza del negatore ed è male in quanto crea questa scissione interiore. Se poi si negasse un essere vivente eliminandolo, resterebbe il fatto che è stato. È in quanto è stato. Non puoi cancellare il passato della sua esistenza. La Storia ha questa forza che si protrae diacronicamente. L’esistenza si prolunga nella memoria.

Affermare il nulla è mentire altrettanto: non puoi porre nell’ordine dell’essere ciò che non è: l’effetto psicologico è del tutto simile a quello già descritto precedentemente.

Se non sappiamo che qualcosa sia o non sia, come Dio, per esempio, o un unicorno, bisogna sospendere il giudizio e attendere che si palesi l’entità da affermare o non si manifesti quella da negare. Un frutto non lo si vede oggi, ma domani, forse, ci sarà. Se non sappiamo qualcosa, è meglio tacerne, in generale, altrimenti si rischia di scivolare nel ridicolo o nella follia, addirittura. Tacerne non per sempre, se si avrà fortuna… Nel frattempo, parlare per millenni di entità di cui non sappiamo niente e su di esse fondare giustificazioni per eliminare altri esseri umani, è follia. Ma questo è ciò che l’umanità ha fatto per tanto tempo, e se non è una cosa determinata inesistente o presente solo nella propria testa sarà un’altra.

Se ci liberassimo da questa forma di malattia perniciosa e tipica solo dell’umanità, ci liberemmo da tanti altri problemi. Immaginare ogni sorta di cose e renderle esistenti e massacrare milioni di individui per esse è qualcosa che richiede un intervento cosmico deciso. Un assaggio ne abbiamo avuto in questi tempi e lo stiamo avendo. Non è per nulla che noi e la Terra stiamo andando a rotoli nel nulla.

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