Io e non-io

Io e non-io, soggetto e oggetto, polarità necessarie alla conoscenza. Questo dualismo riflette la separazione tra la realtà estesa, materiale, e quella pensante, incorporea, cartesiana. Come si realizza l’unione tra due realtà separate? Attraverso la ghiandola pineale, suggerisce Cartesio. Ma sarà pure materiale, quindi rientra nella realtà estesa. Siamo al punto da capo. Cartesio è migliore come matematico, indubbiamente. Anche il cogito rende esistente la realtà pensante solo quando pensa o dubita, che non cambia affatto i termini. E quando non pensa? E se esiste solo quando pensa, allora anche la realtà estesa esiste solo quando si pensa… Quindi esiste solo la res cogitans. Cartesio si incarta un po’…
Cosa fa da intermediario tra soggetto e oggetto? I neuroscienziati dicono sia il corpo. Corpo del soggetto, il mio, il tuo ecc. Le informazioni arrivano come un fiume che trovano la diga del corpo, ed il fiume diviene lago.
Non commento neppure. Siamo all’esordio idilliaco (e ironico) dei “Promessi sposi”.

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