Coscienza-mondo. Neuroscienza piatta per un mondo piatto. Alla Lenin. La coscienza come specchio del mondo, dei fenomeni. Sembra lapalissiano. E il cambiamento da dove verrebbe? A me pare puro determinismo e meccanicismo. Il dover-essere donde scaturirebbe? Non dall’essere, credo. La parte critica propositiva, volitiva, rivoluzionaria, ideativa, inventiva, protensiva? L’elaborazione stessa dei dati che fine ha fatto? Qui siamo a Pavlov e Pavlova che vissero felici e contenti… abbaiando. Mondo-cano che c’ho sotto le zampe. Siamo ridotti all’osso… Prelibatezza canina.
Basta abbaiare e seppellire e disseppellire l’osso e abbiamo il mondo-cano che ho sotto i piedi… le zampe, cioè.
