Scrivere II

“A love supreme”, originale di John Coltrane e la cover vedica di John McLaughlin e Carlos Santana, in “Love, Devotion and Surrender”. Suoni che mi solleticano le mani.

Scrivere, con in mente strane sensazioni intellettuali ed echi del “Mahbharata”, parte della sruti, un veda (‘oida’ indoeuropeo, da cui ‘idea’, ‘video’ cioè ‘vedere’, quindi ‘darshan’, ‘theoria’ e, insomma, ‘sapiemza’) in forma narrativa; i celestiali “Veda” stessi e le “Upanishad”, o ‘Vedanta’ , cioè ‘parte finale dei Veda’, ovvero i commentari agli stessi (antichi e medi): cosa non trovi in essi? C’è tutto, anzi: è la Storia delle storie e il Tutto stesso che si annuncia e parla. Cerco echi altrove, e solo recentemente (quattro secoli fa appena) direi che Spinoza si avvicina. Platone, Cristo e Plotino anche.

Ptah mi sussurra nell’orecchio, e Teuth mi impone di scrivere: <<Scrivi, e non contrastare il mio volere!>> comanda. Su ordine egizio scrivo. Ci sarebbe la Matematica, la relazione eterna tra le cose e la mente. Gli enti matematici non mutano. Le stesse relazioni misureranno la prossima scoperta: l’astronave che andrà a zonzo nel nostro raggio di creazione.

Discendente di Pitagora che visse nei dintorni dei luoghi dei miei antenati, tanto che sono quasi lì per iscrivermi a Matematica e abbandonarmi completamente alla Sacra Conoscenza. Non c’è niente di superiore ad essa. Platone lo sapeva. La tentazione di diventarne adepto e religioso è fortissima. La amo e come essa amo la Fisica, discipline antichissime dettate da Teuth assieme alla Santa Scrittura. Ne parla Platone, il Santo. Quando si parla di cose astronomiche immediatamente vedo innanzi a me numeri, automaticamente. E la Musica… Per me è matematica applicata. Infatti è parte del “quadrivio”, con aritmetica, geometria e astronomia. La lingua istessa per me è forma e logica. Quando leggo vedo connessioni logiche automaticamente e noto subito le antinomie. Taccio per non rompere le scatole. Tutti le sparano grosse qualche volta… A parte Aristotele, che non sgarra mai una proposizione. E come? È l’inventore della logica… Quanto l’ho amata…! Quanto tempo a studiare i sillogismi. Adesso spuntano come margherite in campo a maggese. La Filosofia… Che dire? Sono il suo amante, quello notturno, quando vuole fare le cose zozze con un zozzone.

Tuttavia, non capisco niente. E nessuno avrà problemi con me, perché imparo anche dai cani. Tutti mi insegnano. Io imparo sempre e non so mai niente. Solo gli asini studiano sempre: ecco, io sono L’Asino per eccellenza. Come si fa a studiare sempre tutta la vita? Significa essere ritardati. Io credo di essere molto in ritardo. Non sono mai certo di nulla, nemmeno di aver messo un punto correttamente alla fine di un periodo.

Se divido la mia attenzione divento un rsi, e non vedo più necessità di dire. Non posso vivere qui come in un asram nella foresta, mi si prenderebbe per pazzo. Essere attento a me stesso ogni istante, presente a me stesso. Il tempo rallenta e sparisce. Ricordo me stesso. Sento che divento Dio… Non posso. Meglio stupido e asino qui.

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