Ombre dileguano, altre che giungono
e la casa appare ancora di spettri
mesti suonare, e si sentono i guai
lugubri trarre ovunque e pianto
e strida che fanno rabbrividire.
Le pareti della casa son fredde
e attorno al lume la tenebra spessa
come coltre si può forse toccare.
L’istante è congelato nel terrore
e quello seguente immobile giace
come morto, e morte è nelle stanze
e sulle scale e negli angoli bui
da cui sporgono mani ossute gialle
che annaspano e vogliono prenderti
con un sospiro che prega aiutare.
Malattia e morte e vita spenta
annebbia l’aria che diventa spessa.
E ti volti e il volto di tua madre
vedi e di tuo padre che ti guardano
e svaniscono subito nei muri.
E ti chiedi il perché di tutto questo
e il sudore sulla fronte scivola
sugli occhi, che si aprono subito,
e ti guardi attorno e sei sveglio
e pensi se sia stato solo un sogno.

Già