Voi ch’ascoltate in rime scarse

Voi ch’ascoltate in rime scarse il suono

di quei respiri ond’io nutrivo un morbo

quand’ero in parte ancora al lavoro

e il salario netto più del lordo,

tra le vane lezioni ond’io scolaro

ero allora presente cieco e sordo

che mi erano care come amaro

veleno di cui giammai fui ingordo,

spero che mai vi tocchi un tampone

e un sierologico non vi succhi

e viviate felici senza pensieri

e magari senza la televisione;

e cessi di chiacchiere oggi come ieri

e di spaventare altrui coi suoi trucchi.

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