Questa è una squallida spelonca, una rovina, un rudere cimiteriale deserto dagli esseri umani, frequentato da upupe, seminato di teschi, grattato da zampe fameliche, malfrequentato da spettri.
Qui si canta la decadenza e si elevano carmi alla deficienza. Pipistrelli ciechi fanno versi e la poesia del loro volo folle ne solca l’atmosfera nebbiosa perennemente.
Al bando è posta qui l’efficienza, e deplorato l’umano consorzio da cui è saggio guardarsi.
Sperimentata la menzogna e la pochezza umane, la malizia, l’invidia e l’odio, che si abbia, qui troverai ristoro, e nessun cadavere leverà critiche a ciò che fai e dici.
Questo è un luogo di pace in cui non vergognarsi del proprio fallimento lece.
Questo è luogo da fantasma, in cui la vita è respinta come male.

Oh grazie