Chiariamo le cose, io non so cosa sei. Non so chi sei. Tu sei me, ma in realtà sei una camera di tortura. Mi stai rendendo l’esistenza grama. Mi hai stancato, annoiato, muto e idiota ammasso di materia! Che cosa vuoi?
Nasco con questo coso attorno, pesante e opprimente. Esposto agli sguardi e giudizi altrui a causa sua, piace e non piace. Sta male e sta bene, mi arreca piacere, rendendomi dipendente dal contatto con altri alieni e dolore. A causa sua perdo la testa per questo o altro essere alieno. Poi soffro per la sua mancanza. Per colpa sua mi attacco a questo e quello. L’aggregato mi rende schiavo. Poiché esiste, mi fa essere catturabile da altri corpi rivestiti di uniformi. Dopo pochissimo tempo, anzi immediatamente, sono esposto a batteri, virus, malattie, individuabile e reso palese, ente, realtà ontologica, sede di studio, karma, fato e legge di causa ed effetto. Passano pochi anni e inizio ad essere oggetto di processi di condizionamento. Si può dire che accada subito. Battesimo, poi nidi (che sono un passero?), asili, scuole, e la schiavitù del lavoro che serve a mantenere lo Stato e a fare arricchire altri aggregati. Pagare questo e quello perché esisto. È una tassa l’esistenza? Oggetto di amore… Dove? Quando? Come? Chi? Perché? La solitudine durissima di chi non è nulla. I ricchi e i belli, per esempio, li vogliono tutti. Se non ha certe qualità e sostanze, questa schifezza corposa esiste per fare patire la vita come una pena. Poi si guasta anche, il mostro…! Non gli chiedi niente, già lo sopporti, come un carcere orrendo, in più inizia a rompersi. La vita diventa pesante, soprattutto se sei solo o hai attorno anche altri aggregati mostruosi a renderti la vita ancora più grave.
Male, questa esistenza è male. Non è da dubitarne. Anche se andasse bene, dovresti lasciare il gioco che ti piace tanto. Per questi e tanti altri motivi, sia maledetta questa vita, con questi automi attorno a cui si tende e che nemmeno si accorgono che esisti.
Inferno di mostri, vita spettrale, anche nel pieno della felicità diffidare.
Voglio essere libero da questo maledetto carcere!

NON DIRLO A ME..
Eh Paola… Così!
Lo so
Non si sa come stare qui al mondo. Se anche ci si sistema a star da soli, allora è questo cesso ambulante a rompere le palle. Adesso ci si è messo lui e lo Stato che è entrato in casa e nel cesso stesso. Biopolitica trionfa.