Non la vedo ancora una prerogativa valida la libertà di parola, malgrado ci siano molti mezzi per attuarla. Le opinioni restano opinioni, se non sono corroborate dai fatti o non siano argomenti concludenti. In questo ultimo caso, dovremmo porre attenzione a noi stessi, e capire se abbiamo inteso la parola altrui: non è così automatico. E di solito, emotivamente, cosa che dipende dal carattere di ciascuno, c’è chi parte direttamente con insulti, che possono anche non essere parole offensive ma espressioni quasi neutrali. Il punto è: sono sicuro di aver capito cosa volesse dire il testo che ho appena letto? Inoltre: sono certo di non avere problemi emotivi con l’autore del testo? Sono coinvolto? Ciò potrebbe disturbare. Sono persuaso di avere la fonte suprema della conoscenza in mano e di essere un possesso di grandi risorse di memoria e intelligenza? Mi ricordo di aver fatto promesse non mantenute prima di accusare altri? Sono adeguato come modello altrui? Non ho nulla da rimproverarmi, ne sono sicuro.
Autoanalisi e ammettere, almeno nei propri confronti, di non essere uno specchio lindo del mondo. Mi sento davvero così perfetto da poter giudicare gli altri? Vi fu chi raccomandò di non giudicare mai. Forse non parlava a vanvera.

Concordo ma occorre essere sempre proposti al dialogo se no viene fuori un macello
Assolutamente si
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