Il cielo è grigio come uno dei miei sfondi preferiti per i link di YouTube che incollo sugli stati di whatsapp: un bel grigio dilavato e umido e che sa di storico, ottocentesco; quei grigi fermi e robusti che solo Milano sa pensare la notte.
Sotto questo cielo notato a episodi di fumate sparse e rare dal balcone prospiciente il coprifuoco del Conte, mi lascio inumidire e infreddolire un poco, come naufragando nell’abisso del ventre della città, immobile sporgendo dall’ermo balcone, che da tanto squallore il guardo esclude. E penso che mi è stato vietato fumare, e tantissime altre velleità epicuree da sibarita finito tra le mani severe di Ippocrate. “Non tutto!” penso. “Toglietemi alcolici, cioccolato, insaccati, spezie e piccanti, ma il fumo no.” anche se mi sento un po’ Zeno e ridicolo come Svevo redivivo…
Ma ben veggo siccome l’ora delle tregende di Valpurga sia già scoccata da un pezzo, e non mi pare di vedere streghe volare sullo sfondo della luna e altre creature dell’oscurità sciamare verso il punto di ritrovo che circonda l’Evento, e credo sia per me ora di lasciare la veglia faticosa.
