Potevo stare tranquillo anche in questo periodo molto incerto, se fossi stato egoista e non avessi dato ascolto ai miei sentimenti molto mal riposti, come verificai dopo. Non avere alcun pensiero di sorta riguardo a crisi economiche, e cose affini: fui benestante.
Persi tutto per amore e amicizia. Ora sono a casa e non mi aspetto niente da nessuno: al massimo solo chiacchiere, promesse vane per salvare la faccia. Taccio. Ora rischio di perdere anche quel poco necessario per vivere. Il lavoro manca e, soprattutto, la salute se n’è ita, forse per sempre. Sono solo, senza amore, oltre che senza ciò che occorre per andare avanti tranquillamente.
Un mate in tempesta, molto più che insicuro quindi, e lo dico con ironia e divertimento, si stende sotto di me: che fare? Da un’alta rupe osservo le onde possenti squassarsi sugli scogli facendo tremare la terra. Solo su una rupe col mate in tempesta che rugge sotto di me.
Faccio la cosa più naturale che ci sia, ovviamente: mi getto dentro il mate come un sasso. In fondo c’è la calma. In fondo si sta bene, c’è la pace.
