Guardo il ventre di topo della città
immobile, immensa pancia grigia.
Il suo silenzio rode di nascosto
qualcosa: sono le anime dei morti
che si trascinano per le sue strade.
Vanno a finire tra le sue fauci
morte, aperte e aguzze di denti.
La chiusa scatola grigia del cielo
chiude a noi la vista delle stelle,
ma io so che quei cadaveri lassù
errano come noi e spariscono
inghiottiti dalla bocca del caos.
