Sulla scrittura “creativa”

Se dovessi seguire il consiglio di Manzoni, dovrei scrivere di cose vere, storicamente fondate, utili e in modo dilettevole (vi ricorderete sicuramente…), e inoltre, se volessi farlo perfettamente dal punto di vista tecnico, tra manuali di scrittura, a mano, video, e comunicazione, con relative appendici sulla sintassi e la grammatica, e scendere nel dettaglio, come l’uso perfetto della punteggiatura, evidenziare i concetti col grassetto o il corsivo, o addirittura la sottolineatura; e la divisione in capitoli, paragrafi e capoversi ecc., insomma, non inizierei più a scrivere, perché sono certo che ci sarebbe sempre qualcosa da rivedere.

Eccedere nella preparazione, volere essere perfetti a tutti i costi, conduce alla paralisi, perché la perfezione non è di questo mondo. Così per altre attività, secondo me, che appartengano alla sfera umana. Mi sbaglierò… forse. Meglio restare nel dubbio, e iniziare a giocare, piuttosto che leggersi un’intera biblioteca sugli scacchi, per esempio, e nel frattempo perderne la voglia.

Così, seguendo un maestro sicuro come Manzoni e non avendo chissà che storie da narrare che possano rivestire particolare interesse, cercando di scrivere bene, cioè correttamente dal punto di vista sintattico e grammaticale, cosa che costituisce non poca parte del lavoro, dovrei andare a parare in aree calde, credo troppo calde, onde narrare di cose vere, sicuramente vere, storicamente accertate (almeno da me stesso, ma non so se valga ancora a questo fine presente) e dilettevoli senza alcun dubbio. Sull’utilità, dipende: ci sarebbe da discutere.

Argomenti arroventati, che scaldano; buoni per la stagione fredda; argomenti arrosto, signore e signori! Mi sembra di vendere la caldarroste in Duomo…! Però non se ne può fare cosa attuale, anche se non pochi scrittori contemporanei o del Novecento e il buon Marchese De Sade, dimenticavo quasi, ne fecero partecipe il loro pubblico. Bukowski, Henry James, Kerouac ecc. sono lì a testimoniare ciò che dico. In breve, dovrei andare a raccontare di cose inerenti piacevolissimi e piccantissimi incontri a base di sesso variamente articolato e variegato, con descrizione di particolari minuziosamente offerti, da certosino, religiosamente, ecco. E certamente, qualche manina si muoverebbe (il dilettevole) e Manzoni mi prenderebbe a calci lo spettro non appena trapassassi nell’aldilà.

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