La metà di un secolo vivemmo
patendo della Fortuna gli strali
ed ebbimo amici sinceri e leali
e con alcuni dei quali crescemmo.
Di un lustro quell’età superammo
e il Fato empio ferì le nostre ali,
vieppiù furioso, con dei colpi sleali,
e languendo il volo in giù piegammo.
Ma tu, o cuore, saldo resta al comando
e non permettere che niente ti atterri:
sereno di Maya volger il tempo
lascia, e di Samsara questo mondo.
Fa che nessun affanno ti afferri
perché la vita passa come un lampo.
