Vivalabanda Dafforiketu

Un giorno, Vivalabanda s’accorse che era triste perché nonostante ogni sforzo non capiva. Non riusciva proprio ad afferrare un’idea che era importante, e credo che lo sia per tutti.

Sedeva Vivalabanda sotto un castagno mezzo secco, e il profumo di legno umido e funghi nascosti, di muffe e licheni lo investì all’improvviso. Ricordo allora quando era bambino e con sua madre percepì lo stesso odore. Era proprio uguale! La natura conserva e restituisce i ricordi ai mortali, e lei, la sempiterna fanciulla, al fanciullo Vivalabanda restituiva i suoi ricordi. La mamma che lo teneva per mano, e che ora non c’era più. Si fece rapire da quel ricordo e si commosse…

E ad un tratto comprese, ebbe il satori, la buddhi si accese, si risvegliò Vivalabanda, e gli parve che il grande tamburo del monastero di Villalittanda sonasse felicemente e rimbombasse per ogni dove. Allora capi, e intese che la Verità resta se stessa oltre ogni mutamento e che le stagioni della vita e del mondo ritornano danzando al suono del Grande Tamburo della Verità. Intese, inoltre, che la Verità non può essere temporale, perché una cosa che pare certa e vera oggi, domani non lo potrebbe più essere. E come fa qualcosa ad essere e non essere pur essendo la stessa? Io, Vivalabanda, sono lo stesso di ieri eppure sono diverso da quando ero fanciullo: cosa fa sì che non ci sia differenza reale? La verità della mia essenza, quel “purusa”, quel “Sé”, “ātman”, che permane lo stesso.

Allora Vivalabanda conobbe che la verità è eterna, atemporale, e che noi esseri storici ed esistenti nel tempo non la possiamo conoscere, perché abbiamo esperienze parziali, transeunti, effimere e passeggere, come noi siamo passeggeri qui; ed essendo, difatti, finiti nel tempo, non possiamo cogliere la Verità che deve essere eterna e perciò infinita, quindi inerente il “Tutto”, il “brahman”; ma siccome “il brahman è l’ātman” è l'”ātman” è la nostra vera natura e verità interiore, perché il “brahman” si nasconde nel cuore di ciascuno, allora possano conoscere la Verità.

Così Vivalabanda raggiunse l’illuminazione e lascio beato questo mondo, e trascese la dualità per riunirsi all’oceano immenso dell’Essere.

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