Una visione contingente dell’esistenza, pragmatica e sostanzialmente cieca. Una weltanschauung che ci ha condotto sull’orlo di una crisi ambientale senza ritorno. Basta prendere i soldi e scappare, senza darsi pensiero di terzietà esistente. Una morale materialista, senza prospettive ulteriori, postmortem, su cui non avrei nemmeno da ridire, ma che non ha alcuna preoccupazione per la vita di altro da sé. Individualismo finanziario e bieco, del profitto, che vede altrui solo come mercato per i propri prodotti. Questa weltanschauung non mi appartiene, e preferisco finire i miei giorni da povero e sulla strada, anche se avrei potuto vivere molto bene e meglio di tanti pezzenti dello spirito e avidi rapaci delle borse altrui.
Menzogne e denari. Vendere tutto. Il profitto. Come se non ci fosse nient’altro. Si vende se stessi, oltre a ciò che si produce, che potrebbe ancora essere buono, se non è nocivo all’ambiente e ad altri. Tutto per i soldi. We are in it only for the money!
Io non vendo la mia musica, non vendo ciò che scrivo, non vendo me stesso. Non sono una merce e non ho quindi un prezzo. Posso vendere altro, le tue mele o le mie eventuali pere del mio frutteto (ce l’avessi!), non l’espressione di me stesso. Io sono trascendentale a me stesso, e non ho il diritto di vendermi: non conosco nemmeno il prodotto che sono, tra l’altro.
Poi ognuno la veda come vuole e si venda pure pezzi di corpo con buchi o meno.
