Sunti

Tutto era distrazione. Il mondo seducente ed effimero. Ci credemmo saggi ed erravamo. Ci perdemmo seguendo sogni di gloria e successo. Volemmo essere noti e diventammo ignoti a noi stessi. Desiderando la pace, litigavamo come animali in gabbia. Chiunque ci urtava con le sue parole grommanti malizia, e l’orgoglio e la superbia altrui era anche la nostra.
L’amico contro l’amico ed il fratello contro il fratello: tutto questo per non tenere la bocca serrata. Le parole sono il corridoio della casa della guerra. Sulle sue pareti facce odiate e fantasmi negli angoli bui.
Volemmo l’amore e trovammo la solitudine; la salute, e venne la malattia; la giovinezza e fu la vecchiaia; il piacere si cambiò col dolore; la leggerezza con la noia. Tutti i sogni svanirono uno ad uno. Restava un mondo arido fatto di doveri e una macchina di cui fummo ingranaggi muti e sordi, che non parlavano ad altri.
Venne la povertà e la malattia; la vecchiaia, e in fondo al tunnel, anziché la luce, la tenebra della morte.

Un pensiero riguardo “Sunti

  1. il destino dell’uomo che s’illude di essere libero, amato, felice ed amico dei suoi simili; col tempo la disillusione porta il conto e si sta ad osservare chi ci crede ancora, sperando abbia ragione

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