Felicità

Tutti vogliono essere felici, anche io. E sorrido alla vita e rido e scherzo, nonostante guai, tribolazioni, la salute andata via, purtroppo, il reddito ridotto alla mera sussistenza, in pratica. Chi si suicida lo fa perché vuole essere felice: desidera la cessazione della sofferenza psichica o del dolore fisico.

Ostacoli alla felicità ce ne sono parecchi, e chi dovrebbe essere d’aiuto, spesse volte, non c’è. Amici veri, pochissimi, su cui poter fare affidamento… forse. Sovente sono fittizi, presunti amici, in realtà falsi, presenti solo quando tutto va bene.

Quando non va bene, si crea il vuoto attorno. E chi ti ama? “Sparito, o non ancor ben apparito”, canterebbero i trovatori. E trova tu questo amore, che all’apparenza si ferma e fugge quando vede nuvole all’orizzonte e vantaggi non presenti! E allora l’amica diventa la solitudine, nel bene e nel male; quando da solo attendi verdetti infausti; diagnosi che sono l’anticamera della morte; quando non sei di bell’aspetto; quando sei vecchio; quando è finita. Un’amica che non vuole nessuno, di certo. Ed entra nel cuore una certa stanchezza, piano piano, sfiducia, che ha visto troppe promesse svanire. Da soli si nasce, e così si resta, comunque si creda, perché la configurazione materiale, il limite corporeo separa dal mondo. Solo l’amore vi potrebbe entrare e l’amicizia, per chi na la fortuna di averli.

Insensibilità e cinismo, vuoto e competizione, ignoranza e arroganza; protervia e supponenza che avanzano umili e si smascherano quando hanno ottenuto la fiducia.

Tutti vogliamo essere felici e stimati, ma tra il volere e come stanno le cose ci passa un oceano.

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