Dello stare con altri

martedì 16 febbraio 2021
Se non si trova miglior compagnia di se stessi, la solitudine è tutt’altro che un male: è necessità, accortezza e saggezza.
Gran parte del male di vivere deriva proprio dalla fatica di dover trascorrere la vita in mezzo a persone che a malapena si sopportano; volgari e arroganti; ignoranti e saccenti allo stesso tempo; ciechi ai propri difetti e aquile, anzi microscopi a scansione elettronica con quelli altrui. E l’amico è quello che ti farà più male. E chi ami ti spezzerà in due il cuore. Eppure, rarissimi, individui angelici esistono: la fortuna più grande al mondo è trovarli.
No, non siamo tutti uguali, e francamente di qualcuno si può fare a meno: andrà bene a qualcuno altro. Il simile vada pure col simile suo, e se la bestia è angelo per un altro, ci si può domandare se non siano bestie pure loro o su quali basi la loro associazione si fondi. Ce ne sono parecchie, e hanno fini loro, e non comportano affatto amore reciproco, bensì obbiettivi esterni. “Andare insieme” non significa che sia quello il fine, come fare massa e marciare non è mai stato un bene per me, poiché a capo delle marce c’è sempre qualcuno che le muove e che ha i suoi fini, a parte certi movimenti contemporanei che presentano ideali cui aderiscono in molti, di solito repressi dal Potere che non concede loro il permesso. Il Potere può mettere in discussione se stesso? Un Putin o suo affine si mette a fare penitenza dopo avere riconosciuto di essere un dittatore declinato modernamente? Chi ha potere non lo molla; vale più del denaro. E se nessuno ti regala soldi, a parte certi casi, figuriamoci se ti regala ciò che vale di più. Non siamo una massa dannata, ma una massa dannata di egoisti, senza Inferno futuro: quello lo creiamo qui agli altri.

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