Ho perso il cielo
quando sono nato
sulla Terra nel gelo.
Son sì dannato
e luce non vedo
cieco e non amato.
Più non ci credo
del viver ancora
e del mio mal m’avvedo.
Piango ogni ora
di questo mal grande
che dolor avvalora.
Percorro lande
che mi sono strane
più del Tibet e Ande
solo come un cane
senza più collare
senza cuccia né pane;
e questo andare
che pur si rinnova
niente il può fermare,
ma cosa nova
sembra ogni giorno
che il cuore approva;
e giro intorno
alla nostra sfera
e di nuovo ritorno
al far della sera
quando il sole è spento
e la tenebra impera.
