Scrivo mentre cammino al buio: zen dark. Rischio collisioni con piante e uomini. Lo fanno anche le stelle.
Rischio di schiacciare escrementi: pazienza.
Oggi sono entrato in un sarcofago magnetico e radioattivo, con sostanze radioattive nel mio corpo. Una pallina in mano grigia: pensavo fosse anti stress; meno male che ho chiesto a che scopo l’avessi in mano, perché serve a chiamare aiuto mentre si sta dentro la capsula spaziale a sentire i suoi suoni, molto forti, ma interessanti e ritmici. Credo che potrei pensare ad un brano musicale ispirato da essi.
Tra brontolii e suoni un po’ osceni, sono rimasto a fare il faraone morto mezz’ora e più. A momenti mi addormentavo. Poi un istante di panico. Mi riprendo subito. Meditazione durante le attese e yoga nel tubo magico che risuona magneticamente. All’ultimo, devo dire che mi ero un po’ rotto le scatole.
Quando mi hanno tirato fuori, ho esclamato: ” E uscimmo a riveder le stelle”. Intanto mi veniva strappato di mano il mouse grigio. “No, mi ero affezionato!” Il resto sono strappi di cerotti e attese in mutande con aghi nelle vene, e camici verdi che potrebbero essere sexy… forse: ma non su di me.
Ho pensato alla mia amica Ale e alle sue avventure in the tube. E la capisco.

Sabri❤
❤️