Impressioni

Sono disordinato. Le mie letture sono disordinate, selvatiche. I miei interessi sono incomprensibili. Salto di palo in frasca e cado in una vasca coi piranha sorridenti e che fanno scommesse.

Prendo in mano Hegel e poi lo tiro contro Schopenhauer, che mi scaraventa addosso tutte le Upanishad, una alla volta: la “Chandogya”, poi la “Mandukya”, indi la “Tattirya”, quindi la “Isa”, la “Luisa” e la Carta Visa… scoperta.

Dalla filosofia passo alla fisica e quindi finisco a cavalcioni sulle favole di Esopo, Fedro e Andersen. Nel cervello si ammucchiano concetti e storie; personaggi russi e indiani; materialismo e sutra buddisti; il Dalai Lama e i lama delle Ande. Tutto danza nella mia mente; e poi percepisco cose che leggono altri o leggo cose che accadranno di lì a poco. Stregoneria…! Il mondo diventa strano e allora esco a fare due passi nelle tenebre tra gufi e civette, e vento che stormisce tra rami adunchi e contorti, che sembrano dita pronte a ghermirmi. Ululati di lupi mannari e pipistrelli si alzano a volo e stridono. Rumori secchi di rami spezzati e ombre furtive che colgo con la coda dell’occhio, nel buio più fondo.

E camminare in queste tenebre m’è dolce…

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