Il mondo non gira attorno a me e nemmeno a te: anzi, a nessuno. Semmai, gira attorno al sole. L’universo non è pronto a servire i nostri capricci e realizzare i nostri sogni, e nessuno in cielo o in terra, pende dalle tue labbra.
Se qualche cosa qui alimenta l’amor proprio e nutre la vanità, presto si scioglie sotto i raggi cocenti della realtà chiara e raggiante. Se qualche individuo ti segue, e quindi ti ama, è perché ama se stesso amando te, e cerca di soddisfare la propria presenza corporea, traendo piacere dal farti qualche piacere o in attesa che ciò possa avvenire. Ad un certo punto, però, i sogni cadono franti per terra, ali spezzate, si giacciono. E quel che mandava avanti il treno dei desideri più non fornisce energia. L’alimentazione viene a mancare, le aspettative disattese alla fine muoiono, il gioco finisce; nessuno trae piacere da te e non te ne offre. Se non si piace, si resta invenduti come pesce sulla bancarella del pescatore. E si puzza, presto. Le ruote del piacere e del dispiacere sono rotte. Il carro non avanza e i cavalli sono stanchi da morirne, e già quasi stremati stanno per emettere l’ultimo sbuffo nella polvere.
Non c’è niente di tragico o patetico in questo: semmai, è la realtà che s’approssima anticipata dalla solitudine. Ogni delusine è una spinta verso la realtà; la realtà è deserto e spoglie di bianche ossa.
Il tempo non esiste oggettivamente ma si incarna in ogni frammento del divenire manifesto in concentrazioni cosmiche muoventesi nel proprio sistema inerziale di riferimento. Una luna non fa sempre un mese uguale ad un’altra luna. E la durata comparata individuale è simile ad un microcosmo vagante in una goccia d’acqua. Ogni cosa ha il suo tempo.
