Ricapitolazione (reale)

Quel che ho scritto ha la consistenza di ali di farfalla; come brezza mattutina che niun conosce donde viene e dove va. Si vive come quella brezza e si vola con quelle ali. E le parole leggere come fumo dileguano tosto.
Morirò e più non sarò. Chi raccoglierà le mie parole e le ricorderà per qualche volteggiare di astro o vagabondare di pianeta? E forse meno che aria sarò. Già spirito in vita, o fantasma, e spettrale la mia vita, e ciò che feci e faccio, ombre di un’ombra…
A che prò? Forma intessuta di carne e sorretta da ossa; essere tricerebrale incompiuto; foglia al vento; legno galleggiante sull’onda: cosa resterà di questa vita? A mantenere due frammenti volanti staccatisi per accidentale errore di calcolo angelico, io e la massa dannata, a parte pochi esseri superiori che dureranno oltre la soglia, svanirò, ed un’esistenza senza capo né coda, né carne né pesce passerà.
Ho investigato molte cose, pensato e ricordato me stesso qualche volta; a volte ho avvertito divine estasi e ho visto e sentito e saputo cose anzitempo e letto nelle menti altrui. Ho meditato e ho consciamente svuotato me stesso, e immerso nel silenzio.
Ho sbagliato tante volte e amato, odiato, e lasciato trasportare da emozioni negative, ma sempre meno, però. I miei demoni felici di dominarmi ne hanno trovate sempre una in più per farmi cadere: si incarnavano in esseri umani. Erano prove. Fui debole. Malgrado una certa santità e chiaroveggenza, stranamente, sono rimasto idiota e perso nel peccato vissi. Una vita e un fallimento. Che resta, se non la misericordia del Residente Eterno nel Sole Assoluto? Ossa e carne da macello… polvere al vento.

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