Religione

Qualsiasi cosa che determini valori e comportamenti umani fondandosi su istanze – o dettato contenuto in testi sacri – oltreumane o sovrannaturali si può chiamare religione; se sono ideologie, come quella comunista, nazionalista, nazista, il liberalismo, sono da considerare alla stessa stregua del buddismo e dell’Islam. Non cambia niente credere in una legge naturale oltreumana senza dei o sovrannaturale con dei. Questa è la tesi di Harari. Che sia il libero mercato o i diritti naturali del deismo o affini, siamo sempre nello stesso campo.

Altresì, l’umanesimo che pone al centro l’umanità o la specie umana al di sopra di tutto, pare debba essere considerata quale cosa di simile: Dio è Uomo, insomma. Sempre tesi di Yuval Noah Harari, storico israeliano, che si ricavano dai suoi testi relativi alla storia di Homo Sapiens.

Io penso che noi abbiamo bisogno di pensare qualcosa di superiore a noi per poterci gettare al di là di noi stessi, nell’oltreuomo, come sostenuto da Nietzsche. Riconoscendo istanze superiori immaginiamo un oltre che serve pragmaticamente a darci un impulsò diretto alla crescita della conoscenza. Ha valore euristico, come l’inconscio scoperto da Freud. Dio e inconscio sono sullo stesso piano, secondo Carl Gustav Jung. Constatato un limite umano, la morte psoprattutto, Dio salta subito fuori; qualsiasi forma assuma. Forse non ci sarebbe niente di male in ciò, se non che molti individui sono stati massacrati per questa ragione: per sostenere un credo o un altro. Un credo assolutista non accetta di essere relativista, ma possedendo la verità assoluta, la deve imporre su tutto e deve valere per tutti.

Questo è il vero problema, e se Dio è Denaro o altro, il libero mercato o lo Stato che pensa a tutto, non cambia la sostanza della cosa.

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