Del Tutto e del Nulla

Si sente parlare spesso ultimamente di “teoria del tutto”, che non è nome proprio di alcunché di preciso e quindi nemmeno sostanza, per cui non lo prendo in senso sostantivo. Intanto esiste, e in quanto esistente, come discorso, se ne può discutere.
Argomento complesso che richiede ben altri ingegni che il mio, va distinto dal dispregiativo appellativo con cui si definisce il “tuttologo”, cioè colui (anche declinato al femminile) che pretende di sapere tutto. A parte il fatto che è impossibile, chiaramente, va però distinto dalla teoria su menzionata, e soprattutto dall’amore di sapienza, che riguarda necessariamente tutto ciò che si può conoscere: questa ha già un nome che la definisce, e cioè “Filosofia”, mentre l’altro senso trattato in principio del presento discorso interessa piuttosto la Fisica, che una volta era parte della Filosofia, come la Matematica. Ogni disciplina particolare deriva da quella madre antica. Molta ricerca contemporanea diffusa tra la popolazione senza arte né parte orbita invece attorno alla apparenza: si cerca di apparire a tutti i costi. Internet ha scatenato la vanità consustanziale, seppure vuota di se stessa, all’essere umano. Così sono sorte figure più o meno riuscite di personaggi che si definiscono “influencer”, sorte di maestri di vita, più che altro della moda e delle tendenze, che non è cosa da poco, dato che ne parlo già Leopardi nelle sue “Operette morali”, mi pare nel “Dialogo della Moda e della Morte”.
Ora, parlando di sapere, escludendo il Tutto, oggetto di conoscenza divina, probabilmente, di cui non se ne può far carico un essere mortale, anche se attira assai, occorre comunque tenere presente che saper di non sapere è propulsore della ricerca e conoscenza scientifica, che si fonda sull’ignoranza originaria, ammessa da coloro che si dedicano alla ricerca. Socrate ne è in qualche modo il padre o l’emblema, l’idea su due gambe della prospettiva generale scientifica. La Scienza cerca la verità come la Filosofia, ma quella usa strumenti matematici in gran copia e sperimentazione, empirismo ecc., mentre l’altra è soprattutto pensiero e argomenti logici, intuizioni e teorie che danno, però, spesso avvio a ricerche importanti. La “Teoria del Tutto” sa molto di filosofico o addirittura di religioso.
La Verità non cerca di apparire, ma si può contentare solo di se stessa, anche se tenuta nell’ombra e imprigionata. Di solito, è ardua, per questo le bufale pascolano in abbondanza nella Valle dell’Ignoranza. Forse ciò che osserviamo oggi è sempre accaduto, ma non così diffusamente. Ed è anche vero, mistero, che quanto le somiglia poco e niente sia molto apprezzato ai giorni nostri. Chiacchiere da nulla fanno diventare ricchi degli individui che circolano nel web; altri son felici di avere “followers” e “cuoricini”, e ciò è quantomai peculiare dei giorni nostri.

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