Nel suo ambito, l’efficienza è un criterio preciso per giudicare del funzionamento di qualcosa. Se un manufatto svolge bene la sua funzione, è efficiente, per es. un martello che schiaccia a regola d’arte i chiodi. Basta? No, anche il martellatore deve essere efficiente. Basta? Forse. Ma saper martellare ed aver un nuovo martello non è tutto, a meno che non si viva in un mondo di chiodi da martellare e di superfici solide di uno spessore adeguato in cui conficcarli per qualche motivo. Se non ho da martellare niente, sarò inefficiente? E il martello, per non parlare dei chiodi e dei corpi in cui conficcarli. Sicuramente, se metto in croce un cristo per bene, allora sono efficiente; il martello fa il suo lavoro; i chiodi sono efficaci. Se mi occupo solo di questo nella mia vita, e non faccio altro, avrò bisogno di tante croci, di eventuali cristi ecc.
Sembra una faccenda del tutto demenziale, eppure, se l’unico criterio del mio agire è l’efficienza, ed io sono bravo a crocefiggere, sono bravo. Idiozie? Cosa cambia se prendiamo la cosa dal punto di vista generale, concettuale, come dire? per esteso, disteso bene, sul legno sacro? Se il mondo richiede soprattutto efficacia, efficienza, abilità strumentale, da buon homo habilis, ed erectus, magari, homo faber, che fabbrica, non sarò bene integrato socialmente? Se richiede abilità di calcolo e programmazione, progettazione, inventiva e pragmatismo, doti sommamente intellettuali, cambia molto? Il mio agire sarà sempre strumentale, causato dall’esterno, efficiente in quanto adatto a svolgere un compito, dal crocefiggere a dirigere un bel campo di sterminio. Ma mi pare che sia proprio questo il criterio d’azione generale imperante nel mondo del lavoro: non è richiesto un barlume di coscienza morale oggettiva, un lampo di pensiero o riflessione su ciò che faccio, ma che sappia farlo. Se sono pio e devoto, e il mio dio o dei che siano, anziché il mio capo, mi ordina di decapitare (cambiamo trattamento sanitario) un infedele, perché è cosa buona e giusta in quanto proviene da colui che è buono e giusto per essenza, non sarò addirittura un santo? Perbacco, certo che sì! Mi vedo già l’aureola in testa, le ali, il martello in una mano e la falce nell’altra, e magari una bombola di gas sulla schiena.
Cosa posso dire contro tutto ciò? Nulla, perché è bene essere efficiente, e obbedire e svolgere bene il mio compito è quanto devo fare, sia nel secolo che per il paradiso. Direi che va tutto bene. Ma io sono satanico, e subito. Sono un peccatore! Qualcosa in me dice che non va bene troppo tutto ciò, e nemmeno poco. Ma come? Se me lo ordina la legge e Dio o simile ad esso? Chi sono io per giudicare le leggi e Dio o divinità affini?
Così salta fuori la coscienza a dire che c’è qualcosa che non va. Cos’è questa robaccia? Si insegna a scuola? C’è un corso per imparare taglio e cucito o programmazione, calcolo e analisi della coscienza? C’è una scienza coscienziosa e della coscienza? Non mi pare. Che mondo difficile è questo! È molto più semplice tirar martellate; essere efficiente; prendere lo stipendio da genocida; tagliare teste; crocefiggere. Il Bene… cosa è? La Verità, ma lascia perdere? La morale… roba da ioocriti. Cosa funziona bene ed è veramente bene in quanto funziona bene? Il Denaro! Oh! Ecco che ho risolto il dilemma, finalmente! Perfetto! Accettato da tutti, senza fiatare: comanda merci e lavoro. Silenzio e muoversi! Ti pago: spara! Va bene, sparo: sono un agente e sparo al ragazzino con la pistola di plastica, e a quello che fugge terrorizzato. È il mio lavoro: sono pagato. Lo devo fare bene. Sono efficiente. Sono bravo. Questo è bene. Chi sei tu? Che cosa vuoi? Ah! Mi paghi? Va bene. È il mio lavoro. Obbedisco e sono pure pagato. È bene.
Mi pare che la faccenda sia andata bene, alla fine: tutto è bene quel che finisce bene! I problemi sono stai risolti, e gli altri si metteranno a posto con lo sviluppo tecnologico: la nanotecnologie, la mosca-robot che spia i terroristi e altre meraviglie. La zanzara-nano-drone nel mio cesso; il nano-ragno sulla tenda… Altroché “Grande fratello”! Piccolissimo e invisibile deve essere. E tanti onesti e bravi cittadini sono contentissimi di tutto ciò, perché questo è ordine e sicurezza.
