Probabilmente, stiamo facendo lo stesso errore di antichi popoli distrutti da pochi avventurieri scambiati per chissà che entità aliene, come Cortes e Pizzarro, i più grandi genocidi della storia, coi loro quattro mercenari puzzolenti e pieni di microbi, che emanavano un tanfo tale da non sopportarsi. Genocidi appoggiati poi dalle corone dei rispettivi regni, quelli di Spagna e Inghilterra, per esempio, che eliminarono intere popolazioni disabitando continenti interi.
I Caraibi erano popolati quando arriva Cortes, e non resta più nessuno, dopo che finirono tutti morti di malattie importate dai puzzoni, razzisti e avidi sciacalli spagnoli, che misero ai lavori forzati nei campi e nelle miniere i nativi. Finiti quelli, deportarono gli Africani, che erano più resistenti alle malattie, come la malaria, conosciuta già dagli schiavi in patria.
Gli Inglesi giungono in Tasmania, e in pochi anni non c’è più nessuno degli abitanti locali. Forzati ad assumere la cultura allotropica, caddero in depressione, e smisero di fare figli e per essere liberi optarono per la morte.
Tutto ciò con l’avvallo dei regni europei, che avevano bisogno di ricchezze per fare guerre tra loro e distruggere anche le popolazioni europee. Poi fu il turno dell’America Settentrionale.
Nessuno di loro sapeva cosa stava accadendo agli altri: gli Aztechi nulla sapevano del mondo esterno al Messico e dei nativi caraibici; gli Inca niente di quello che era successo agli Aztechi.
Senza informazione, i pericoli sono gravi e grandi, tuttavia Cina, India e Ottomani non volevano conquistare nessun altro luogo che ebbero visitato.
Così, sarà meglio supporre che ci possa essere altra vita fuori dalla Terra onde evitare la stessa fine toccata a quelle popolazioni.
