Fare di necessità virtù.
La solitudine per molti sembra essere il peggiore dei mali, non per niente le celle d’isolamento in galera sono la ciliegina sulla torta della pena detentiva. Può comportare danni gravi a chi la subisce, sul piano psicologico, fino ad eventi estremi, come il suicidio. È una brutta bestia, insomma. Chi è intelligente cerca di sopravvivere e di trarne vantaggio addirittura. Il vantaggio, stabilita l’avvenuta sopravvivenza, sarebbe quello del tempo a propria disposizione. Come occuparlo? C’è chi si mette a studiare. Mi sembra un’ottima scelta. Bisogna anche fare fronte al risentimento nei confronti della società che ti ha abbandonato, parenti e affetti inclusi. Questo problema è duro. La rabbia cova dentro di sé. È comprensibile. Può spingersi fino all’odio verso alcuni.
L’emarginazione è un malanno grave. Non è sempre una pena per una colpa: può capitare a chiunque sia un po’ diverso o introverso. Questi è uno che vive fortemente la propria soggettività, immerso in sé stesso, nei propri pensieri e sensazioni, non ne può fare a meno perché è la direzione che assume in lui la libido. Di solito, non è visto bene. Gli vengono affibbiati titolo poco onorifici. La sua tendenza aumenta. Diventa un orso. Comprensibile anche questo.
