Ho cercato di salvare Poesia dal naufragio delle stelle. Ho sacrificato alla Musa, e l’ho cercata nei tuoi occhi. Come demiurgo maldestro ho disegnato una realtà in cui ho creduto, ma la realtà è regno di prosaicità. Odo, mi pare, quasi risa di scherno e rumore di vetri infranti, specchi colorati, suppongo, dipinti dalla mia fantasia.
Quel che resta di tanta speme, di aulici canti e voli pindarici disastrosi, son una porta chiusa, uno sberleffo, forse, echi di risa, indifferenza solida e impermeabile. Solitudine.
