Se un argomento è valido, cioè un’inferenza conclude correttamente, ovvero alle premesse valide segue una conclusione coerente ad esse, e sopratutto se le premesse sono fondate e sono vere e la conclusione lo è anch’essa, che l’inferenza in questione venga da Tizio o da Caio non fa differenza; se la fa, perché lo dice uno o l’altro, allora c’è una fallacia logica, che si chiama “ad hominem”.
Se il diavolo stesso procedesse con asserzioni logiche corrette, come avviene nella “Divina commedia”, per esempio, nella cantica “Inferno”, Canto XXVII:
<<Francesco venne poi com’io fu’ morto,
per me; ma un d’i neri cherubini
li disse: “Non portar: non mi far torto. 114
Venir se ne dee giù tra ’ miei meschini
perché diede ’l consiglio frodolente,
dal quale in qua stato li sono a’ crini; 117
ch’assolver non si può chi non si pente,
né pentere e volere insieme puossi
per la contradizion che nol consente”. 120
Oh me dolente! come mi riscossi
quando mi prese dicendomi: “Forse
tu non pensavi ch’io loico fossi!”. 123,
bisognerebbe dargli ragione.
Non c’entra niente la qualità della persona che hai davanti con la verità delle sue asserzioni. Insultarlo per metterlo a tacere, bastonarlo (“argomento del bastone”) non è valido o usare per pretesto l’età immatura; ma nemmeno è valido sviare la discussione facendo la vittima perseguitata o rispondendo a domande con domande, facendo gli offesi, che è come usare l’argomento ad hominem al contrario con lo stesso effetto; e nemmeno è valido provocare con giudizi cretini inerenti la ragione altrui, come quelli di chi ama dire agli altri che “rinfacciano” a vanvera, o la frase idiota: “Tu sei perfetto e hai sempre ragione!”, cosa usata molto da certe persone incapaci di argomenti ma che ha l’effetto di far perdere la pazienza anche a Gesù Cristo in persona, che è sempre lo stesso argomento ad hominem vomitevole, a vedere bene. Non è che l’altro abbia sempre ragione o sia perfetto: non ti parlerebbe nemmeno, se fosse perfetto. Se ti parla è per cercare la verità o indagare se un argomento sia valido e concluda; sia un vecchio o un bambino o un cretino illuminato al momento, se giudica bene, allora è bene; se dice la verità è vero, e non è irritandosi o insultandolo, dicendo lui che è patetico quando fa vedere il vero che le cose cambino. Sia anche Hitler o Stalin o Satana, comunista o nazista, se uno dice qualcosa di vero, allora lo si riconosce, senza guaire come fanno i vittimisti, anziché ragionare o minimizzare buttando li la frase idiota: “e tu sei perfetto?”. Nessuno lo è, ma cosa c’entra questo?
Purtroppo, però, quando a parlare così sono le persone che hai in casa, allora è un dramma davvero serio.
