Pensiamoci

Formazione permanente. Istruzione continua. Il Vangelo moderno. Sembra ragionevole, buon senso: ma lo è? Pensiamo, che è diverso dal ragionare, cioè dal calcolare su dati offerti a noi dall’esterno. Questo è difficile. Facciamo i filosofi, seriamente.
Se uno stesse sempre a scuola a studiare, non sarebbe un po’ strano? Non suonerebbe un po’ come qualcosa di inutile, dato che quando uno studia e impara lascia ciò o chi lo aveva istruito? Allora le cose sono due: 1) o chi insegna non è capace; 2) o l’allievo è un somaro.
Certo, le nuove tecnologie informatiche richiedono di essere apprese per lavorare con esse, almeno al livello di saper operare con un computer o uno smartphone, che è la stessa cosa. Sembra logico e di buon senso: ma lo e? Se uno non smette mai di imparare qualcosa e continua a dipendere da chi insegna, non si stabilirà una relazione tra superiore e inferiore che si consolida nel tempo, anziché cessare? E non sarà una relazione di potere, che nega l’autonomia? Non è compito del maestro far diventare maestro e autonomo il proprio allievo? Pensiamoci…

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