Non ci piace ciò che ci piace, ma ciò che pensiamo possa piacere a tutti. Se qualcosa risponde a tale criterio, allora sarà “oggettivamente” bello, vero, utile, buono, vantaggioso, giusto ecc. La vita diventa scomoda quando non c’è l’approvazione altrui, che è una moneta falsa creduta l’opposto. Difatti, una moneta simile cambia valore da un momento all’altro, è estremamente instabile, tale che i Bitcoin al confronto sono granito. Questa marmorea, all’apparenza, valuta si scopre essere di polistirolo ad un esame più accurato, ed è rischiosa come il “giovedì nero” del 29 febbraio 1929 (notare l’anno bisestile). Chi darebbe credito ad un mercato gonfiato dalla speculazione più calamitosa, magari in un Paese travolto da instabilità di ogni genere, politica, finanziaria, economica, geologica, sociale? È più sicuro metter su casa alle pendici del Krakatoa al tempo dell’eruzione, quando il suo boato si udì a cinquemila kilometri di distanza: il più forte rumore mai audito sulla Terra.
Similmente, se non peggio, funziona l’altrui approvazione che tante vite rovina e ha rovinato.
