Hello! It’s me, the Ghost

Torno a lavorare stasera. I fantasmi mi attendono, mi riferiscono. Il mio compito è quello di spaventarli e metterli in riga, cioè nello spettro elettromagnetico a loro consentito dalla loro condizione postesistenziale. Della cosa interessa forse solo a loro, come solitamente di tutto ciò che dico. A dire il vero, non so chi sia più fantasma tra loro e me. Io sicuramente.
I am the ghost, and I am lost
I write another stupid post
because there is no cost.
I wander to find my coast
where I will be free the most.
“Late biosas”, consiglia Epicuro,
così sarei del tutto sicuro
pur vivendo nell’oscuro.
Tema non v’è che ciò non sia,
anche colpa della pandemia,
ma pure se non fosse stata
la mia vita non sarebbe cambiata.
Così si tira avanti come spirito
che non ha colpa né merito
nato già subito fantasma
e non morto tuttavia vivendo
e non vivo tuttavia morendo.
Someone knows who You are
Someone watches over You
Someone knows how You feel
And someone feels the same;
But You never have to be afraid.

Tuttavia, pur avendo tentato molte volte e con caparbia volontà di cessare di essere spettro, non vi sono riuscito: lo dico a eventuali psichiatri. Non ce l’ho fatta.
Si vede che è la mia natura o fato.
Lo spettro vive siccome quello
che visse triste e fu sempre negato.

Altri di felicità e favore delle stelle e soprattutto dell’umanità che loro lieta arride si beano, pascendo come inconsce pecorelle e godendo tutta loro fortuna.
Io ho fatto tesoro delle reazioni del prossimo, l’ho osservato bene e a lungo, studiato assieme a me stesso, chiedendomi cosa facessi di sbagliato, attribuendomene la colpa e scagionando sempre gli altri. Sicuramente avrò fatto qualche errore, ma non commisurato alle reazioni altrui, spesso fuori luogo ed esagerate, anche da parte di amici, presunti o tali davvero, e ho constatato che essere solo e spettro è per me la cosa giusta; essere ombra, non esistere, così come nuotare sott’acqua per il pesce. Cari psicologi, la vostra disciplina ha poco di scientifico, e lo sapete, quindi niente vaticini, niente classificazioni postdiagnosi clinica da Dsm 1299, la dui utilità è pari a dare nomi al niente colorato di nulla: così è, fato o destino. Chi molto meno meriterebbe è in cima, gli altri in basso. La vita non è giusta, non giudica chi meriti o no. Ma già stando lontani dagli altri (e altre) tante cose vanno meglio e pazienza se si resta soli: non c’è alternativa. Tante seccature, forse tutte, in meno.

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