Ognuno è quel che è, insieme biologico o prodotto del patrimonio genetico e storico, ambientale, di solito. Socrate, Petrarca, Leopardi, Dante ecc. non brillavano per simpatia ed estroversione, ma erano piuttosto introversi e tendenti al depresso (non in senso clinico), e così tanti altri, anche perché gli introversi, i poco socievoli, inadatti alla Milano da bere e all’ape declinata in vari modi, in genere, sono quelli che pensano e studiano, e poi producono cose belle per tutti.
Nella nostra società stupidissima, invece, l’immagine è ciò che più conta: se hai la pancia, sei pelato, sei brutto ecc. sei già screditato, altrimenti hai successo: ma dove? Nei social e nei blog e nel mondo cretini e farlocco dello spettacolo. Un bel faccino e altro, un sorrisino, psicologia spiccia e mentalità vincente all’americana (ancora più idiota e inconsistente) e sei sulla ribalta.
Stephen Hawking era proprio il contrario, mi pare, e così tanti altri che fanno progredire la civiltà e risolvono molti problemi, letterati, filosofi. Socrate era brutto… ma era Socrate.
Oggi cosa celebriamo? Il niente. Immagini e facce, e parole vacue. Bei corpiciattoli e sorrisi e canzoni. Gentucola sulla cresta dell’onda, con tanti like, bella da vedere… la stessa gente che sembra così amabile e graziosa e che, con sorrisi e cordiali parole, per te non avranno mai tempo, ma solo per se stesse e per celebrarsi e farsi incensare.
