Dalla parte di Alessandro Barbero. Le ragioni.

Chi è libero? Ciò che libera o ciò che è liberato? Il primo lo è attualmente ma il secondo solo potenzialmente, in realtà è prigioniero. Se è vero che la verità rende liberi, è vero perché la verità è libera. Non è uno strumento a rendere liberi, sia patente o medicinale, vaccino o documento, bensì coloro, cioè altri esseri umani, che li procurano e possiedono e mediante i quali liberano dei loro simili. Ora, se un uomo libera un altro uomo, il primo era e resta suo padrone potenzialmente. C’è un dislivello di potere incolmabile. Saranno pochi quelli che la pensano così, ma la verità è altra cosa e anche la libertà. Non c’entra la questione, il merito o il contenuto, ma la forma, il processo autoritario e paternalistico calato e imposto dall’alto ad essere rovinoso. E chi sta scrivendo questo si è vaccinato e dotato di green pass, badate, e non ha niente contro la scienza e quindi nemmeno contro la medicina, ma la procedura, i modi, gli obblighi e le sanzioni non sono degne di uomini liberi e senzienti. E non è nemmeno questione di disinformazione o appartenenza a parte politica, perché non aderisco di certo alla destra estrema o moderata, e di vaccini e medicine se ne può sapere quanto se ne vuole, non sono segreti. Vaccini che già mi furono imposti sin dall’infanzia, che certo sono utili alla salute, ma sempre imposti come ad un cavallo, non ad un uomo. Se le cose stanno così, allora che venga eliminato il consenso informato in ambito di cura, che mi pare ipocrita.
Ma è così difficile da capire questa faccenda? Il rispetto del dissenso e della volontà altrui è difficile da capire?

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