Chi sono?

Sono un urlo muto

sono un volto cupo

sono un dirupo.

Sono la tua irrilevanza riflessa

sono il tuo anonimo fallimento

son il tuo disperato struggimento.

Sono nessuno, qualcuno e tutti

sono le cose rotte che tu butti.

Come un fantasma muto infesto

ma silenzioso, e ti passo attraverso.

Senti freddo e paura e non sei sicura

e quell’angoscia che ora sperimenti

e ti fa forse battere i denti

sono io, abisso e niente, buco nero

tra la gente, trasparente e piangente

ma in silenzio, nessuno ascolta niente.

E sono niente, appunto, inaudito

nascosto dietro un dito sulle labbra

che mi tacciono; sono la tua lebbra,

tutto quello che nessuno vorrebbe.

Quel fior di plastica sulla lapide

innanzi ad un volto ormai cancellato,

e quel lumino guasto nella notte,

tomba su cui inciampi e maledici.

Sono morto prima di essere nato,

sono quello che è apparso sbagliato.

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